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Serata speciale

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Serata speciale
Serata speciale

Serata speciale, anzi specialissima con il mio Lui.

Apro l’armadio e il primo pensiero che maturo osservando i 3.847,038 capi di vestiario è un ovvio “non ho niente da mettermi”.

Non ho tempo di lanciarmi in un frenetico shopping pre – appuntamento e così, rassegnata, esamino i miei abitini più succinti.

Dopo un paio d’ore di attenta analisi mi inguaino in un tubino nero che acquistai molto tempo fa (Guerra del 15 /18 o giù di lì) e controllo l’effetto.

Ottimo. E’ sufficiente trattenere il respiro per tutta la durata della cena (bazzecole…) e inserire 4 Kg di cotone idrofilo nel reggiseno, già per altro imbottito, wonderbra e dotato di 2 carrelli elevatori sottotetta e risulto un bel donnino.

Ora il momento è catartico: mi avvicino con occhio fermo e mano tremula alla magica scatola delle spettacolari, superlative, uniche TACCO 12 IN VINILE!
Sollevo il coperchio e una luce bianca mi abbaglia…. Neanche uscissi or ora dal coma!

Le indosso e mi tramuto in SUPERGNOCCA! L’EROINA CHE COMBATTE I MALVAGI A BORSETTATE!

Capello sciolto e piastrato (sono ottimista… la piega potrebbe durare anche sei interi minuti…) guaina… petto in fuori, pancia in dentro (apnea) e sculettamento atomico (uno dei superpoteri, assieme all’accavallamento spaziale e alla tetta fotonica).

Trucco Max Factor, di quello che rimane una settimana e poi lo devi staccare con il flessibile, afferro la mia pochettina (molto ina… devo piallare il rossetto per farcelo stare) e ci sono.

Il mio Lui arriva sulla sua fiammante Fiat Uno del 1987 grigio topo tisico e mi sorride mentre caracollo giù per le scale. Intanto fantastico su ciò che dirà “sei bellissima” oppure “sei fantastica”…

Commento di Lui: “ Mm, stai bene”.
Risposta mia (con sbattimento di occhioni): “Oh grazie”
Sottotitoli mentali alla mia risposta: MA BRUTTA IGNOBILE PUZZOLA “STAI BENE”? “STAI BENE” ME LO DICEVA MIA NONNA QUANDO A SEI ANNI MI VESTIVO DA FATINA PER CARNEVALE… ME LA PAGHERAI ATROCEMENTE”.

Con un dolce sorriso al ristorante ordino le cose più care sperando che l’animo genovese del mio adorato Lui si contorca come un bigattino fissando un amo.

Rinfrancata dal cibo e dal vino tuttavia mi dispongo ad una chiusura di serata decisamente caliente e mentre andiamo alla macchina sto già facendo le fusa (che in apnea non è semplice)… fino a che la camminata sensualissima data dal tacco 12 non si tramuta in una rovinosa quanto spettacolare caduta, con rimbalzo.

Mi ferisco, non solo nell’orgoglio e mi ritrovo a terra, sanguinante e spettinata come un pechinese bagnato.

Commento di Lui mentre raschia i miei resti dall’asfalto: “Beh ma se ti mettessi delle scarpe più basse”!

Ma certo… la prossima volta che esco a cena metto le moppine con la faccia di topolino… e per quel che concerne il dopo cena scordatelo perché la prossima volta che La vedrai sarà raffigurata in un fumetto di fantascienza…

Mentre formulo acida questo pensiero (corredato di censurabili epiteti) il buon Lui, forse intuendo dal mio faccino corrucciato che sto meditando di ucciderlo lentamente mi sorride e si lancia in una filippica sul fatto che per lui sono bella anche in pigiama e senza trucco (ed evidentemente con 6 taglie di reggiseno in meno e il culo altezza polpaccio…) etc. etc. etc.
E io… bellicosa più che mai… MI SCIOLGO COME OGNI DONNA DI FRONTE A DOLCI COMPLIMENTI E MANIFESTAZIONE D’AMORE. Veri? Falsi?
Non lo so, ma qual che è certo è che fanno bene all’anima più di un sensualissimo tacco dodici che spesso non ti fa divina, ma ti fa andare al pronto soccorso scopo sutura…

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